Carmelo Papa, pur essendo un fisico di formazione, ha trascorso la maggior parte della sua carriera collaborando a stretto contatto con ingegneri elettronici, tanto da essere considerato uno di loro. Inizialmente focalizzato sui sistemi operativi e prevalentemente attivo nel campo del software, ha gradualmente ampliato il proprio ambito verso l’elettronica, dopo essersi unito a STMicroelectronics, una multinazionale nel settore dei semiconduttori che sin dalla fondazione si impegna nello sviluppo di dispositivi elettronici (microchip) innovativi, raggiungendo nel 2023 un fatturato mondiale di oltre 17 miliardi di dollari.
Nella sua prima sede di Catania, dove è rimasto per circa 17 anni, ha ricoperto vari ruoli nell’ambito del marketing fino a diventarne il responsabile. Nel 2000 è stato chiamato nella sede di Ginevra, Headquarter della Società, in qualità di “Corporate Vice President and General Manager for Emerging Markets” inizialmente, e poi come “Industrial and Multisegment Executive Vice President” per oltre vent’anni, riportando in entrambi i ruoli, sempre al President e CEO di STMicroelectronics. Le sue responsabilità, con organizzazioni presenti in svariate zone del mondo, dall’Europa agli Stati Uniti, andavano dalla Ricerca e Sviluppo alla Progettazione e all’industrializzazione dei chip, che lungo tutto il periodo hanno abbracciato sensori, microcontrollori, dispositivi di potenza discreti e circuiti integrati. Ha ricoperto anche il ruolo di Amministratore Delegato e General Manager di STMicroelectronics in Italia, dove la Società occupa circa 13 mila dipendenti, soprattutto attraverso le sedi, anche produttive, di Agrate Brianza e Catania.
In questa intervista per la Società Italiana di Elettronica, Carmelo Papa ha illustrato come la collaborazione con le università, vitale per una società come STMicroelectronics, sia favorita dalla presenza capillare dell’azienda sull’intero territorio nazionale e dalla presenza fisica di centri di progettazione e di ricerca presso alcune sedi universitarie (Milano, Pavia, Bologna, Torino Pisa, Catania). Questo testimonia quanto STMicroelectronics sia profondamente radicata nel contesto della ricerca e sviluppo e dell’innovazione tecnologica, con lo sguardo rivolto ai giovani professionisti del futuro dell’elettronica.
Il progetto SiC: Silicon carbide
“Silicon carbide è l’esempio lampante di come STMicroelectronics guidi l’innovazione tecnologica del futuro sviluppando nuovi prodotti in collaborazione con l’eccellenza della ricerca italiana”.
Si tratta di un’elettronica di potenza basata sul carburo di silicio, oggi diventata una realtà commerciale proprio grazie alla collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il polo universitario di Catania.
STMicroelectronics ha dedicato molti anni di ricerca e sviluppo alla tecnologia del SiC. Oggi, i prodotti basati su questa tecnologia sono tra i più completi del settore, garantendo prestazioni affidabili e miglioramenti nell’efficienza energetica. Le applicazioni riguardano soprattutto i veicoli elettrici e il fotovoltaico ma includono anche sistemi di accumulo energetico, motori industriali e alimentatori.
I dispositivi di potenza basati sul carburo di silicio offrono diversi vantaggi rispetto a quelli convenzionali. Per esempio, consentono una maggiore efficienza del sistema, una commutazione più rapida, minori perdite e una migliore gestione termica. Inoltre, possono operare raggiungendo una temperatura molto alta, il che riduce i requisiti di raffreddamento e consente soluzioni più compatte, affidabili e robuste. Tutti questi vantaggi prestazionali possono essere incorporati nei design esistenti, consentendo un rapido sviluppo con un minimo di costi dei materiali.
Le prospettive future dell’elettronica
“Il futuro dell’elettronica è estremamente promettente ma anche molto complesso. Stiamo assistendo all’enorme crescita delle tecnologie legate all’IoT, alla robotica e alla sensoristica. Questo crea un’aumentata richiesta di ingegneri elettronici che possano progettare chip per applicazioni in settori come l’automotive e le smart city. Inoltre, dobbiamo considerare l’emergere di tecnologie all’avanguardia come i computer quantistici e quelli fotonici, che richiederanno competenze specifiche nel campo dell’ingegneria elettronica. È cruciale investire nelle risorse umane e nella formazione per rimanere competitivi su scala globale, per non subire il dominio tecnologico estero ed evitare la decadenza dell’innovazione tecnologica in Italia.
Senza un costante impegno nell’innovazione e senza la disponibilità di ingegneri elettronici, l’elettronica italiana rischia di rimanere indietro rispetto ad altri paesi. Diventa quindi fondamentale iniziare fin dai primi anni di formazione a promuovere l’interesse per le discipline legate all’elettronica e fornire alle nuove generazioni le competenze necessarie per affrontare le sfide del futuro. È essenziale iniziare a coinvolgere i ragazzi fin dai primi anni del liceo, dando loro la possibilità di toccare con mano le immense opportunità che si aprono nel settore tecnologico. Per fare questo è necessario che università e aziende prendano contatti con le scuole e le famiglie.
“Il nostro Paese ha trascurato un’opportunità importante nel non condurre campagne di sensibilizzazione su scala nazionale, specialmente nelle scuole dove i giovani necessitano di informazioni cruciali. Il mondo si sta dirigendo sempre più verso il settore tecnologico, che comprende l’intelligenza artificiale, la robotica e l’IoT, ma purtroppo c’è una carenza di ingegneri elettronici. In Italia, abbiamo eccellenti università che potrebbero posizionare il nostro paese come leader nell’innovazione tecnologica, allo stesso modo in cui lo siamo nella gastronomia e nella moda. Inoltre, dovremmo concentrarci sull’inclusione delle donne che dimostrano un notevole impegno. Ho avuto collaboratrici eccezionali nel corso della mia carriera”.
La cultura sostenibile di STMicroelectronics
Fin dai primi anni ’90, STMicroelectronics si è affermata come una delle prime aziende globali a implementare una politica ambientale, completa di obiettivi misurabili pubblicamente divulgati e spingendosi ben oltre i requisiti imposti dalle normative.
“STMicroelectronics è convinta che una cultura aziendale orientata alla sostenibilità sia vantaggiosa per il pianeta, per le persone e per tutti gli stakeholder. Ed è per questo motivo che da 30 anni la sostenibilità è parte integrante dell’identità aziendale”.
Per accelerare la sostenibilità le iniziative messe in atto sono molteplici, a partire dagli imballaggi fino alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Fra l’altro l’azienda si impegna a garantire la provenienza sostenibile dei minerali, a utilizzare materiali per l’imballaggio privi di sostanze nocive e riciclabili al 100%, a progettare almeno il 50% dei nuovi prodotti classificati come tecnologia sostenibile, utilizzare il 100% di energia rinnovabile entro il 2027.
Aumentare la quota di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili è uno degli strumenti adottati per l’obbiettivo più ambizioso, raggiungere zero emissioni di CO2 entro il 2027 sia dirette che indirette. Tutto questo è reso possibile sfruttando le opportunità di installazioni solari in loco, prendendo parte ad accordi di acquisto di energia collegati alla rete dei propri siti e ottenendo certificati di energia rinnovabile. Inoltre, per minimizzare le emissioni legate ai trasporti, l’azienda adotta soluzioni responsabili per la logistica dei prodotti, per i viaggi di lavoro e gli spostamenti dei dipendenti.
Come entrare a far parte di STMicroelectronics?
STMicroelectronics è alla costante ricerca di ingegneri elettronici pronti a dare il proprio contributo all’interno dei vari settori aziendali. Dalla progettazione alla produzione, ogni ingegnere elettronico avrà il proprio compito da svolgere per sviluppare prodotti e soddisfare il cliente, per creare e far crescere la tecnologia e alimentare un mondo più sostenibile.
Scopri le posizioni aperte in STMicroelectronics: https://www.st.com/content/st_com/en/about/careers.html


