Sede di STMicroelectronics

“Subito dopo la laurea in ingegneria elettronica ho fatto diversi colloqui e quello che ha attirato di più la mia attenzione è stato proprio quello con STMicroelectronics, soprattutto per la proposta di fare due anni all’estero”.

È così che è iniziata la carriera di Veronica Puntorieri, ingegnere elettronico in STMicroelectronics, che ha raccontato il suo percorso e il suo lavoro alla Società Italiana di Elettronica.

“Si trattava di un percorso di formazione internazionale: due anni in Costa Azzurra per acquisire un know-how specifico da trasferire poi nel sito di Catania. L’idea era quella di imparare il lavoro all’estero e poi tornare per creare da zero un’attività qui. Anche la location era allettante per una neolaureata: andare vicino Marsiglia, crescere professionalmente e poi riportare quell’esperienza in Sicilia. Ho accettato subito».

Oggi Veronica Puntorieri lavora nella progettazione per il gruppo automotive di STMicroelectronics, occupandosi dello sviluppo dei componenti elettronici del veicolo: dai fari agli specchietti, fino ai sistemi di attuazione come il motore dei tergicristalli.

“Mi sono sempre occupata di progettazione, seguendo il prodotto dalla definizione iniziale fino alla messa in produzione. Lavoro a stretto contatto con il team di marketing, che analizza il mercato e raccoglie le richieste dei clienti, trasformate poi in attività di sviluppo. Da dieci anni coordino il team di design e accompagniamo il prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita. La fase di sviluppo dura in genere due o tre anni, prima dell’ingresso in produzione e sul mercato.
La mia crescita professionale è stata proprio questa: dal ruolo di progettista a quello di responsabile del team di design. Una parte rilevante del mio lavoro riguarda inoltre la comunicazione con i clienti, soprattutto nella gestione di criticità o di applicazioni che si discostano dalle indicazioni dei manuali. In questi casi è fondamentale l’interfaccia con chi ha una conoscenza approfondita del dispositivo e può definirne i limiti. Nel tempo, la mia esperienza si è ampliata anche su questi aspetti”.

Veronica Puntorieri ha spiegato quanto sia importante per l’ingegnere elettronico sviluppare anche altre competenze accanto a quelle tecniche.

“Per quanto riguarda la progettazione, l’ingegnere elettronico deve essere innanzitutto una figura fortemente tecnica. È importante conoscere le caratteristiche tecniche del dispositivo altrimenti non è possibile dialogare in modo efficace con il cliente né definire correttamente un prodotto, perché è fondamentale sapere cosa si può e cosa non si può realizzare con le tecnologie disponibili. Per quanto riguarda l’interazione con i clienti esterni, STMicroelectronics è particolarmente attenta alla formazione in termini di comunicazione. Internamente sono previsti numerosi corsi, sia dedicati al management sia allo sviluppo di soft skills come appunto la comunicazione”.

L’elettronica tra teoria e applicazione

Nel raccontare il proprio lavoro, Veronica Puntorieri sottolinea come l’elettronica, pur applicata a contesti molto diversi, si basi sempre sugli stessi elementi fondamentali. I principi di base dell’elettronica sono sempre gli stessi, indipendentemente dal settore di utilizzo, ciò che cambia è l’applicazione.

“L’elettronica mantiene gli stessi principi di base in tutti gli ambiti: il funzionamento di una porta logica o dei componenti fondamentali non cambia. Ciò che varia è il modo in cui questi elementi vengono combinati, attraverso schemi progettati per una specifica applicazione. Questa competenza tecnica di base è proprio ciò che si acquisisce all’università.
È però vero che uno stesso risultato può essere ottenuto utilizzando tecnologie diverse. Alcune sono sviluppate internamente alle aziende e costituiscono proprietà intellettuale, altre sono invece comuni a più realtà industriali. In base alla tecnologia disponibile è possibile realizzare soluzioni differenti, perché ogni tecnologia ha caratteristiche e limiti propri. Quando STMicroelectronics riceve la richiesta di un nuovo dispositivo, uno dei primi passaggi è proprio la scelta della tecnologia più adatta per rispondere alle esigenze del cliente. Si tratta di uno step successivo rispetto alla competenza elettronica di base, che resta invariata: una porta logica sarà sempre una porta logica; ciò che cambia è il livello di integrazione, lo spazio occupato e il contesto applicativo”.

Al momento, Veronica Puntorieri è coinvolta in due progetti molto diversi tra loro, accomunati però dallo stesso approccio all’elettronica.

“Stiamo trasferendo il know-how legato alle tecnologie più consolidate ad alcune aziende cinesi, in vista delle normative che, tra due anni, imporranno che i prodotti elettronici venduti in Cina siano realizzati interamente sul territorio nazionale. In questo scenario, il rischio sarebbe quello di perdere l’accesso a quel mercato; per questo partecipiamo attivamente al trasferimento delle competenze, mettendo a disposizione, e in un certo senso valorizzando, il nostro sapere. Parallelamente, una parte centrale del mio lavoro riguarda lo sviluppo delle tecnologie per le nuove auto elettriche e per i sistemi di guida autonoma. Si tratta di due percorsi che procedono in parallelo ma con caratteristiche molto diverse: il progetto China for China è meno orientato all’innovazione tecnologica, ma estremamente stimolante dal punto di vista del confronto quotidiano con realtà culturali e industriali differenti. Al contrario, l’elettrico e la guida autonoma rappresentano un ambito completamente nuovo, che stiamo costruendo oggi e che fino a pochi anni fa semplicemente non esisteva”.

Sicuramente, la miniaturizzazione rappresenta una grande sfida: a un certo punto, infatti, si raggiunge un limite fisico. Ogni quattro o cinque anni sviluppiamo nuove tecnologie che riducono progressivamente l’ingombro dei componenti, arrivando in genere a dimezzarlo. Ma prima o poi arriverà un punto in cui non sarà più possibile ridurre le dimensioni, e la vera sfida sarà trovare soluzioni alternative.

Avvicinare i giovani all’ingegneria elettronica

Per Veronica Puntorieri, impegnata in diverse attività formative, avvicinare i giovani all’ingegneria elettronica significa prima di tutto superare una barriera culturale. Quando si parla di ingegneria elettronica, gli studenti la immaginano come un mondo di formule incomprensibili e concetti astratti, senza coglierne l’importanza concreta nella quotidianità e le opportunità professionali.

“Per quanto riguarda i giovani, molti si sentono intimiditi dall’ingegneria elettronica e dalle materie scientifiche in generale. Per loro è come se fosse un mondo astratto e complesso. È fondamentale avvicinarli, aiutandoli a superare questa paura e a capire che, in realtà, si tratta di concetti concreti e accessibili. Spesso, infatti, pur essendo spaventati, sono anche attratti da altre professioni più percepite come “facili” o immediate. Sarebbe quindi importante mostrare ai giovani le diverse strade che si possono percorrere con una laurea in ingegneria elettronica. Non esiste solo la progettazione: ci sono anche opportunità nel marketing, nella comunicazione e in molte altre aree. Gli ingegneri elettronici viaggiano spesso per il mondo, operano in contesti diversi e devono combinare competenze tecniche con altre capacità, come il contatto con il cliente. Oggi, l’ingegnere elettronico deve saper intuire le richieste del mercato, comprendere le esigenze del cliente, sviluppare soluzioni tecnologiche adeguate e saperle comunicare non solo al singolo cliente, ma all’intero mercato”.