“L’elettronica può rivoluzionare i processi tradizionali, migliorare la qualità dei prodotti e affrontare le sfide contemporanee del settore agroalimentare”.

Questo è il messaggio che emerge dal racconto di Bruno Garavelli, co-fondatore di Xnext, start-up nata nel 2014 con l’obiettivo di portare innovazione e tecnologia al servizio del settore alimentare, intervistato dalla Società Italiana di Elettronica.

Dalla specializzazione in elettronica al lavoro sul campo

Bruno Garavelli è un ingegnere nucleare con una specializzazione in ingegneria elettronica. La sua formazione accademica gli ha fornito una solida base in elettronica analogica e fotonica, permettendogli di approfondire tematiche come le radiazioni, i raggi X, i laser e l’elettronica di segnale per il processamento di dati provenienti da rivelatori e fotorivelatori.

“Subito dopo la laurea, ho iniziato a lavorare nel settore spaziale per un’azienda specializzata nel settore aerospaziale, dove ho potuto applicare direttamente sul campo le competenze acquisite. In quegli anni mi sono occupato dello sviluppo di progetti elettronici per rivelatori a raggi X e per l’astronomia a raggi X/gamma, destinati alle applicazioni scientifiche su satelliti”.

A seguito della sua esperienza in azienda, negli anni 1992-1993 Bruno Garavelli decide di dedicarsi al settore del marketing, orientandosi poi verso l’attività imprenditoriale nei primi anni 2000 come consulente su progetti specifici.

“Grazie alla nostra esperienza consolidata sia nel campo tecnico che in quello imprenditoriale, il mio collega Pietro Pozzi e io abbiamo concepito l’idea di applicare le tecniche sviluppate per la progettazione elettronica di satelliti a raggi X e gamma al settore dei controlli industriali non distruttivi. Da questa intuizione è nata Xnext, un’azienda innovativa che oggi produce macchine industriali integrate con componenti hardware, software e meccanici”.

L’elettronica e la tecnologia avanzata di Xnext

“Xnext è un’azienda nata come progetto di ricerca che si poneva l’obiettivo di sviluppare un detector avanzato, quindi un dispositivo ricco di elettronica hardware e firmware”.

L’obiettivo è stato raggiunto anche attraverso la collaborazione con il Politecnico di Milano che ha permesso di sviluppare degli ASIC (Application-Specific Integrated Circuits), che consentono l’acquisizione di segnali da semiconduttori, trasformandoli da segnali analogici a digitali. Grazie a questa tecnologia è possibile ottenere uno spettro di fotoni per ogni pixel in tempo reale. Successivamente sono stati integrati degli algoritmi di intelligenza artificiale e deep learning per migliorare ulteriormente il sistema.

Oggi, il prodotto finale di Xnext è una macchina che rappresenta il più avanzato sistema di ispezione a raggi X presente sul mercato. Ha la capacità di rilevare direttamente in linea di produzione la presenza di contaminanti come le plastiche, ossa, cartilagini, insetti, legni, vetri, metalli e gomme altrimenti non rilevabili dai tradizionali sistemi di ispezione, garantendo così una maggiore qualità e sicurezza dei prodotti alimentari. La macchina è in grado di eseguire, in pochi millisecondi, un’analisi iper-spettrale del prodotto in tempo reale confrontando l’energia assorbita da eventuali contaminanti, decretando così la conformità o meno agli standard qualitativi richiesti.

Xnext offre, quindi, una macchina integrabile in qualsiasi linea di produzione, sia che si parli di alimenti solidi che liquidi, e in qualsiasi fase del processo produttivo, dagli ingredienti al prodotto finito. La tecnologia che si applica è la stessa, mentre il software di ispezione cambia a seconda del prodotto da ispezionare perché sono necessari algoritmi specifici. La macchina, inoltre, è facilmente aggiornabile sia nella sua componente software che hardware.

“Tutto questo è possibile grazie al lavoro di una squadra formata da 50 professionisti, principalmente ingegneri elettronici, matematici, fisici e informatici, che lavorano ogni giorno con l’obiettivo di rendere sempre più sicuro il prodotto che arriva sulle nostre tavole”.

Sfide e opportunità per i futuri ingegneri elettronici

Xnext sta ampliando il proprio mercato anche all’estero, aprendo filiali in Francia, USA e Giappone. Attualmente, gli ingegneri di Xnext stanno lavorando allo sviluppo di quattro tipologie di macchine e nuove applicazioni per settori alimentari. Ma tra gli obiettivi futuri di Xnext emerge l’intenzione di entrare anche nel settore farmaceutico, dove l’ispezione è cruciale per garantire la sicurezza dei farmaci. Tuttavia, la mancanza di ingegneri elettronici è un ostacolo che Xnext deve fronteggiare come le tante altre aziende che lavorano nel settore dell’elettronica.

“In generale, la mancanza di ingegneri, e quindi di tecnici, in Italia è un problema serio. L’ingegnere elettronico soffre molto del sopravvento dell’ingegneria informatica che oggi è più di tendenza. Le università sono molto attente a quello che i ragazzi e le ragazze andranno a fare dopo la laurea e oggi sono molto attratti/e dall’intelligenza artificiale. Tuttavia, è importante accendere l’attenzione anche su altri corsi di laurea che possono aprire prospettive altrettanto interessanti”.

Uno dei punti di forza di Xnext è la collaborazione con le università e gli enti di ricerca. In particolare, con il Politecnico di Milano per la parte elettronica e con l’Università Bicocca e l’Università Cattolica per lo sviluppo software, finanziando tesi di dottorato e progetti di ricerca. Queste collaborazioni consentono a Xnext di accogliere giovani ingegneri elettronici nel proprio organico, dando vita a nuove opportunità professionali.

 “Le università devono avere il coraggio di offrire corsi innovativi, non solo quelli di tendenza, per rispondere a una domanda equilibrata tra offerta educativa e necessità del mercato”.

Un’ulteriore possibilità di entrare a far parte della squadra di Xnext è la candidatura diretta attraverso la sezione dedicata sul sito:

https://www.x-next.com/it/lavora-con-noi/