Apparecchi per l'automazione industriale di COSEAP

Coseap Srl, azienda catanese del settore dell’automazione industriale, vive oggi una fase di passaggio generazionale che unisce l’esperienza del fondatore alla spinta innovativa di una nuova leadership al femminile. La protagonista di questa evoluzione è Mariangela Camarda, ingegnere elettronico, che sta guidando l’azienda verso l’innovazione tecnologica puntando l’attenzione anche su temi cruciali come il gender gap in un settore così tecnico come quello dell’ingegneria elettronica.

“Sono un ingegnere elettronico e imprenditrice di seconda generazione: l’elettronica fa parte della mia vita da sempre, grazie a mio padre, esperto elettronico e pioniere dell’automazione. Ho seguito la mia passione per l’ingegneria elettronica, specializzandomi in controlli automatici. Il mio percorso professionale mi ha portata verso l’automazione industriale, ambito in cui l’elettronica è il mezzo necessario per lo sviluppo delle tecnologie che utilizzo e integro nelle soluzioni della mia azienda.  In particolare, ho sviluppato una forte inclinazione per la sicurezza industriale, un ambito in cui le soluzioni tecnologiche sono frutto dell’uso di un’elettronica avanzata che consente di elaborare soluzioni innovative che garantiscono la produttività delle aziende senza comprometterne la sicurezza”.

Nell’intervista rilasciata alla Società Italiana di Elettronica, Mariangela Camarda ha raccontato con determinazione e sensibilità la sua visione di leadership, sottolineando il valore della diversità e il contributo delle nuove generazioni allo sviluppo sostenibile delle imprese.

“Sono alla guida della nostra azienda familiare e mi occupo in prima persona della progettazione: ogni nuova macchina passa dalla mia supervisione. Il mio ambito principale, però, è la sicurezza, che seguo sia nella realizzazione delle nostre soluzioni, sia attraverso l’attività di consulenza, affiancando le imprese consapevoli che sviluppare la cultura della sicurezza e implementarla sui propri impianti costituisce un volano per la produttività e la sostenibilità”.

L’ingegneria elettronica in COS.E.A.P.

Mariangela Camarda ha spiegato che oggi, grazie a reti di comunicazione sicure, è possibile trasmettere in tempo reale i segnali critici di un impianto o di una macchina, ottenendo risposte tempestive. In questo l’elettronica fa la differenza fornendo strumenti evoluti, veloci e affidabili per gestire fenomeni complessi e garantire la sicurezza senza limitare la produttività.

“La mia attività si svolge spesso in collaborazione con Omron, il nostro fornitore ufficiale di tecnologie per l’automazione e azienda con la quale supportiamo il progetto Educational sul territorio della Sicilia e della Calabria; grazie a questa collaborazione ho l’opportunità di lavorare con tutte le tecnologie per l’automazione compresa la robotica industriale. Attualmente sto seguendo un progetto legato alla sicurezza di un impianto per la produzione di ghiaccio alimentare in provincia di Siracusa, dove viene utilizzata ammoniaca come fluido refrigerante in un impianto soggetto a direttiva PED. Il nostro obiettivo è perfezionare i sistemi di sicurezza, garantendo al cliente un impianto produttivo ed efficiente senza compromettere la tutela delle persone. In questo contesto progettiamo logiche di sicurezza attraverso l’impiego di sensori di sicurezza avanzati, in grado di rilevare sia la presenza dell’uomo sia eventuali perdite di gas. Parliamo di sistemi elettronici intelligenti e ad alta reattività, capaci di elaborare i segnali in tempi rapidissimi per consentire interventi immediati”.

L’impiego di sensoristica avanzata, che può raccogliere segnali dal campo in modo rapido e affidabile, e l’utilizzo di sistemi di controllo, permette di monitorare costantemente lo stato degli impianti e di avere una fotografia in tempo reale del loro funzionamento.

“Un impianto ben mantenuto ha un impatto diretto sulla sostenibilità: riduce i fermi macchina, limita la produzione di scarti industriali e garantisce maggiore efficienza. La sostenibilità, però, non è solo ambientale ma anche sociale: macchine sicure e affidabili migliorano le condizioni di lavoro e la tutela delle persone. Questa è per noi l’elettronica applicata: non progettiamo da zero i circuiti elettronici, ma li utilizziamo in modo consapevole, studiandoli per individuare le soluzioni più adatte, interpretare correttamente i segnali e progettare le architetture più efficaci da mettere in campo”.

La donna e la comunicazione nel futuro dell’elettronica

Mariangela Camarda ci ha spiegato che, nella sua azienda, non sono richieste competenze particolarmente specializzate e non vi è difficoltà a reperire ingegneri elettronici, ma trovare donne rimane ancora una sfida, nonostante si stia registrando un cambio di tendenza.

“Nella mia scelta di fare impresa nell’azienda familiare non ho incontrato grandi difficoltà durante il passaggio generazionale. Ma devo riconoscere che mio padre, mio mentore, è stato molto aperto nel “passarmi la palla”. Parlo di un uomo intelligente che sa riconoscere che il successo si basa sulle competenze, non sul genere. Le difficoltà maggiori le ho avute nel farmi riconoscere come tecnico: non volevo essere trattata come donna, ma come professionista. Con le vecchie generazioni c’è stata qualche resistenza, mentre con i giovani la situazione è molto più aperta. Credo sia importante far capire ai più giovani che non si tratta di una sfida tra uomini e donne, ma di lavorare insieme, valorizzando prospettive diverse, anche legate a differenze biologiche, affiancandosi per raggiungere lo stesso obiettivo senza entrare in competizione. La differenza di genere va vista come un’opportunità per collaborare e sfruttare le competenze di ciascuno. Se dovessi dare un consiglio alle giovani, direi di non avere paura di intraprendere percorsi tecnici o professionali: si può essere donna e tecnico senza alcun problema, perché le competenze non dipendono dal genere. Molte ragazze esitano a intraprendere un percorso tecnico, ma tutto dipende dalle persone con cui si lavora e dalle proprie capacità. Dimostrare di essere competenti può richiedere qualche sforzo, ma è assolutamente possibile farlo”.

Dal racconto di Mariangela Camarda emerge quanto COS.E.A.P valorizzi il ruolo dell’ingegnere elettronico e l’importanza di far comprendere i reali sbocchi professionali a chi desidera intraprendere questa carriera.

“Non si lavora soltanto come tecnici che realizzano circuiti elettronici “puri”, e questo può rappresentare un deterrente per chi non ha una passione esclusiva per l’elettronica. Personalmente, avevo interesse per il settore, ma il mio background elettronico mi ha permesso di scoprire che l’elettronica applicata all’automazione industriale ha un ruolo fondamentale. Questo mi ha dato la possibilità di spostarmi verso l’automazione, un ambito che trovo più soddisfacente rispetto al lavoro sul singolo circuito. Il vero problema è quindi di comunicazione: far capire quali opportunità esistono oltre l’elettronica pura può attrarre nuove leve e incoraggiare  più giovani, e in particolare più donne, a intraprendere questi percorsi”.

La comunicazione è uno dei punti forti dell’attività che Mariangela Camarda porta avanti come membro del Comitato Imprenditoria Femminile di Confindustria Catania.

“Seguo i rapporti con scuole e università e molte di queste attività sono supportate da Omron, che contribuisce a far capire come l’elettronica possa avere applicazioni molto più ampie rispetto al semplice circuito. L’orientamento è importante sia in uscita dalle scuole superiori sia in ingresso, perché spesso c’è una limitazione nell’accesso agli istituti tecnici, storicamente meno considerati rispetto ai licei. Se c’è una reale passione, perché non intraprendere un percorso tecnico fin dall’inizio?”.

Oltre a temi come la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, in futuro l’elettronica dovrà puntare anche a creare un’apertura tra mondo universitario e aziendale.

“Creare interconnessioni tra l’università, che forma gli ingegneri elettronici, e il mondo del lavoro, che offre opportunità concrete, aiuterebbe i giovani a non sentirsi intimoriti dall’affrontare percorsi così tecnici. Molto si sta già facendo, ma molto altro c’è ancora da fare. È fondamentale far comprendere che l’elettronica non è solo una materia di base e che le tante applicazioni valorizzano il ruolo dell’ingegnere. Alcuni sistemi del passato limitano ancora il potenziale dei giovani, ma il cambio generazionale è in corso e, superato questo paradigma, si potrà arrivare lontano. Oggi i giovani vogliono condividere competenze, idee e conoscenze per costruire insieme valore e innovazione”.