Donne che lavorano al computer nel settore ICT

Nel pieno della rivoluzione digitale, i settori dell’ICT e dell’ingegneria elettronica sono al centro delle trasformazioni che plasmano il nostro futuro. Tuttavia, mentre la domanda di competenze cresce rapidamente, il divario di genere continua a rappresentare un ostacolo serio per la piena valorizzazione dei talenti femminili.

Secondo il nuovo report FOMO at work: The opportunity gap between men and women in tech recentemente pubblicato da Acronis, le donne costituiscono appena il 28% della forza lavoro globale nel settore tecnologico. E non si tratta solo di una questione numerica: le differenze emergono anche sul piano percettivo, culturale e organizzativo.

Un divario di percezione che frena l’innovazione

Il report di Acronis ha intervistato oltre 650 professionisti IT in otto Paesi, tra cui l’Italia. I risultati mostrano chiaramente come uomini e donne abbiano una percezione diversa delle opportunità e degli ostacoli nel mondo tecnologico.

Solo il 60% delle donne ritiene che uomini e donne abbiano le stesse possibilità di crescita professionale, contro il 75% degli uomini. Quando si parla di carriera, il 67% delle donne sente di dover lavorare più ore per ottenere gli stessi risultati, e il 63% afferma che il bilanciamento tra vita privata e lavoro incide “significativamente” o “enormemente” sul proprio percorso.

Anche il tema dei pregiudizi resta centrale: il 41% delle donne indica bias e stereotipi di genere come il principale ostacolo all’ingresso nel mondo della cybersecurity e dell’IT, contro il 33% degli uomini.

Questo divario percettivo — più ancora di quello numerico — è il vero cuore del problema: racconta due esperienze diverse dello stesso settore, una in cui le barriere sono visibili e quotidiane, e un’altra in cui spesso non vengono percepite affatto.

Il divario di genere nell’ingegneria elettronica

La situazione del mondo ICT rispecchia quella, più specifica, dell’ingegneria elettronica, dove emerge un quadro molto chiaro: la presenza femminile nei corsi e nelle professioni legate all’elettronica resta marginale, nonostante i progressi degli ultimi anni.

Le iscrizioni femminili ai corsi di laurea in ingegneria elettronica oscillano ancora tra il 10 e il 15%, valori lontani dalla parità. Come abbiamo avuto modo di raccontare in un precedente articolo, il problema nasce molto prima dell’università: gli stereotipi di genere si formano già durante l’infanzia, influenzando le scelte scolastiche e la percezione stessa delle materie scientifiche.

Inoltre, le poche ragazze che intraprendono un percorso in elettronica spesso si trovano isolate, senza modelli femminili di riferimento, in contesti prevalentemente maschili. Tuttavia, le testimonianze riportate mostrano anche quanto queste professioniste si sentano motivate da una passione autentica e da una forte consapevolezza del proprio ruolo.

Bias, carichi di lavoro e mancanza di modelli

Dai dati Acronis e dalle esperienze raccolte dalla Società Italiana di Elettronica emerge una dinamica comune. Le donne che lavorano o studiano in ambito tecnologico devono affrontare contemporaneamente:

  • Barriere culturali, come stereotipi persistenti – “le donne non sono portate per la tecnologia”;

  • Barriere strutturali, come la scarsa flessibilità dei modelli lavorativi e la difficoltà nel conciliare carriera e vita privata;

  • Barriere relazionali, come la mancanza di mentorship e di reti di supporto.

Il report Acronis mostra che le donne preferiscono il sostegno attivo (advocacy) da parte dei colleghi uomini (43%) più della mentorship tradizionale (17%). Questo suggerisce che non basta “insegnare” o “guidare”: serve riconoscere pubblicamente, promuovere e sostenere le competenze femminili con azioni concrete.

Come colmare il divario di genere nel settore ICT

Le strategie per ridurre il gender gap, sia nel mondo ICT sia in quello dell’ingegneria elettronica, passano per tre direttrici principali:

  1. Formazione e visibilità – promuovere l’elettronica e le discipline STEM tra le studentesse, fin dalla scuola secondaria, mostrando esempi di donne che ce l’hanno fatta.

  2. Cultura organizzativa – incoraggiare politiche di pari opportunità, congedi paritari, orari flessibili e trasparenza nei percorsi di carriera.

  3. Leadership femminile – come evidenzia il report, l’82% delle donne (e il 74% degli uomini) ritiene che più donne nei ruoli di vertice migliorerebbero la cultura aziendale.

L’ingegneria elettronica — pilastro dell’innovazione tecnologica — può e deve diventare anche un laboratorio di equità e inclusione, in cui la diversità non sia un’eccezione ma un valore aggiunto.